Ho letto con più disgusto del solito l’articolo in cui il nostro benodiato papa.
Dopo i recenti fatti di cronaca, la chiesa dovrebbe evitare finti moralismi che risalgono al medioevo (già, perchè forse prima erano addirittura più avanti, visto che, leggendo i vangeli apocrifi, anche Gesù aveva una visione molto più aperta della sessualità)
“Se l’esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell’amore, ma il primo luogo la dignità della persona stessa”
Non credo che la sessualità, vissuta anche in una forma più aperta, tenda ad assoggettare il partner ad i propri interessi…. credo che ciò succedda di gran lunga più frequente all’interno dei matrimoni.
Mi trovo d’accordo col fatto che sia fondamentale il rispetto verso le altre persone, ma qui la sessualità non c’entra un cazzo.
Il rispetto ci vuole sempre: con gli amici, a scuola, a lavoro. E farsi una o più scopate non vuol dire, in genere mancare di rispetto a qualcuno.
Forse per mancanza di rispetto si riferiva ai vari preti e missionari che abusano dei bambini…. e allora mi trova d’accordo.
Ritengo invece che, scambiarsi un momento di passione tra persone adulte e consenzienti, omossesuali o etero, sia una delle cose più normali al mondo, anche se lo si fà per il solo piacere di farlo.
Ritengo inoltre che considerare il sesso un tabù, e non poterlo vivere liberamente, porti a delle degenerazioni (e torniamo sui preti pedofili) e allora si che possiamo parlare di mancanza di rispetto.
“Come credenti non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell’amore e la sacralità della vita. Nessuna tecnica meccanica può sostituire l’atto d’amore che due sposi si scambiano come segno di un mistero più grande che li vede protagonisti e compartecipi della creazione. La trasmissione della vita è iscritta nella natura e le sue leggi permangono come norma non scritta a cui tutti devono richiamarsi”
Bhe certo, sin tanto che “tira”…. “spingi”….. Ma la realtà è che molte persone non possono avere figli, pur volendoli. Se il progresso ha permesso, con tecniche sicure, di aiutare queste persone, perchè mettere questo assurdo limite?
“Per la Chiesa, oggi come quarant’anni fa, separare la sessualità dalla procreazione è sbagliato ed espone al rischio dell’infelicità. E questo legame va rispettato sia scegliendo di non usare anticoncezionali sia, nel caso i figli non arrivino, rinunciando all’uso delle tecniche per la fecondazione assistita.”
Bene, parliamo di infelicità.
L’infelicità di tutte quelle persone che vengono discriminate da una società sessofobica (vaticano in primis), l’infelicità di quelle persone che, essendo considerate diverse, sono sempre più vittime di ingiustizie (come successo da poco in america)
L’infelicità di quelle coppie cristiane che, seguendo i consigli dettati dal pastore tedesco, arrivano presto al matrimonio, in quanto chiamati a fondare una famiglia, e magari ad avere dei figli senza poterli mantenere….
…..come diceva qualcuno…. “poi la voglia svanisce ed il figlio rimane…. e tanti ne uccide la fame….
….io forse ho confuso il piacere e l’amore…. ma non ho creato dolore”…
11 Maggio 2008 alle 11:50 |
50 mouth 100 love
12 Maggio 2008 alle 06:59 |
Ciò che mi infastidisce maggiormente non è l’atteggiamento del papa, che del resto fa il suo mestiere di censore e detentore della Verità, ma quello di tutti i suoi fedeli, i quali non credo non usino preservativo o rimangano vergini fino al matrimonio, ma sono in prima fila a manifestare ipocritamente la loro cattolicità. Cattolici, vero gregge di pecore, difensori della vita all’apparenza ma nemici nella sostanza. Finiranno anche loro, come me, all’inferno? Speriamo di no…che almeno li mi lascino in pace!