
“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.” Articolo 1 della legge n. 211 del 20 Luglio 2000
Domenica 29 Gennaio alle ore 18, nella sede in Via Dalmazia 40, verranno proiettati i documentari “Aktion T4″ e “La verità dietro i cancelli di Auschwitz”
L’arco temporale degli avvenimenti che la Giornata della Memoria ricorda parte dalla Germania con la storia delle primissime vittime del nazionalsocialismo: i disabili fisici e mentali e i malati cronici, visti dall’ideologia hitleriana come “parassiti che portavano via soldi alle casse dello Stato tedesco” e che, riproducendosi, inquinavano la purezza della razza ariana.Noto dapprima come Progetto E-Aktion, il progetto eugenetico nazista portò alla sterilizzazione coatta e infine all’eliminazione di centinaia di migliaia di malati. Solo la conclusione della guerra ne segnerà la fine. Molti dei dottori e psichiatri coinvolti in questa operazione non furono mai processati e a guerra conclusa tornarono ad esercitare la professione medica.Il primo documentario che il gruppo di Zorba il Gatto propone per la dodicesima Giornata della Memoria con SEL, ARCI, ARCIGay E UCCA, ricostruisce l’evolversi e le barbarie dell’Aktion T4.
La seconda parte della nostra Giornata della Memoria vuole invece impegnare i presenti in una riflessione sul negazionismo, un fenomeno che nasce nell’immediato dopoguerra e che ancor oggi riemerge regolarmente nelle cronache con nomi ormai famigerati quali David Irving e Robert Faurisson.
“La verità dietro i cancelli di Auschwitz”, del 1993, è un autentico documentario negazionista prodotto dallo storico revisionista inglese David Cole. Attraverso una lunga intervista al negazionista polacco Frantiszek Piper, David Cole ci pone suo malgrado in condizione di analizzare passo passo tutta la fragilità, la malafede, la perversione e la miseria delle tesi revisioniste sui campi di concentramento.
Con la visione di questo filmato, altrimenti obbrobrioso, vogliamo mostrare la validità di quanto detto dal saggista e polemista inglese Cristopher Hitchens, recentemente scomparso:
“Chi nega l’Olocausto lo riafferma”.